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Fiscalità & Turismo

Come anticipato la scorsa settimana da FTO gli allarmismi di settore riguardo all’ipotesi di aumento delle aliquote IVA all’inizio del 2018 frutto delle clausole di salvaguardia si sono rivelati infondati.

Il Consiglio dei Ministri nella seduta di sabato 23 settembre alle ore 13.22 ha approvato la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (DEF) 2017. Nello specifico, testuali parole:

Verranno completamente disattivate le cosiddette ‘clausole di salvaguardia’ per il 2018, evitando quindi aumenti dell’Iva e delle accise.”.

Il Direttore Nazionale di FTO Francesco Sottosanti, commentando il testo della seduta sopra citata, dichiara “il lavoro attento e puntuale della commissione legale di FTO aveva già previsto quanto poi si è avverato quindi non ha dedicato tempo all’argomento preferendo concentrarsi su altri aspetti concretamente più importanti per il settore”.

Sempre la scorsa settimana FTO ha scritto al Ministero delle Finanze nella persona dell’Onorevole Luigi Casero (Vice Ministro) in merito all’obbligo di adozione degli strumenti di pagamento elettronico (POS) da parte degli esercenti.

Siamo tutti consapevoli delle motivazioni di tale provvedimento relative alla riduzione del denaro liquido circolante con un miglioramento della tracciabilità dei pagamenti e quindi di una progressiva riduzione del cosiddetto “nero”.

Nessuno, tantomeno FTO vuole porre ostacoli a tale obiettivo. Sosteniamo, con le opportune argomentazioni, che adottare una misura senza tener conto dell’incidenza economica che può avere sul fatturato del dettagliante crea si un effetto virtuoso ma nel contempo affonda la mano nelle tasche dell’esercente che nulla può rispetto ai costi diretti ed indiretti che dovrà sopportare.

Facciamo presente che l’adozione di tali strumenti comporta dei costi fissi iniziali e di manutenzione e dei costi variabili consistenti in una percentuale sugli incassi. Per un operatore turistico intermediario ciò significa pagare una commissione sul valore totale incassato quindi non solo sulla parte di guadagno ma anche sulla parte che poi dovrà girare integralmente al produttore.

Ad esempio: un pacchetto turistico del valore al pubblico di €.1.000,00, dove l’agente di viaggio può avere una percentuale di margine del 15% (€.150,00), transato tramite POS con una Carta di Credito che applica una commissione del 1,5% costa €.15,00.

In realtà per l’agente di viaggio i 15,00 euro incidono il 10% sul suo vero margine.

15-17-FTO-Fiscalità_Turismo-26-09-17-1

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